Bound



MMI
This is a collection of drawings by David Dalla Venezia capturing the live moment of the work of the performance artists partecipating in the Venice International Performance Art Week.

Solaris Andrej Tarkovskij (excerpt)



no.104 (poliptych), oil on canvas, cm.364,5x351,5, 1995
NAUFRAGI
(Passato)
Dolce, mentre nel grande mare i venti sconvolgono le acque,
guardare dalla terra la grande fatica di un altro;
non perché il tormento di qualcuno sia un giocondo piacere,
ma perché è dolce vedere da quali mali tu stesso sia immune.
Lucrezio, De rerum natura - libro II
La vita mi appare come un fluire dalla nascita alla morte, e tra queste l’amore e la lotta, come passioni, patire dell’incontro con lo scorrere vitale. Fiume, oceano da cui è già dolore essere diversi; vederlo, sentirlo sulla pelle, liquido, nostra origine e fine insondabili e infondate, alto e vasto.
Il distacco, la separazione dall’origine, presagio di mille altre separazioni. Circondati e naufraghi. Da quale roccia, da quale terra vedere queste passioni? Nella vita qualche miraggio di sponda si trova, semplice legno, o isola verdeggiante e misteriosa, a cui aggrapparsi, su cui sostare, e dove riposare volgendo gli occhi all’oceano.
Un separarsi ulteriore da ciò che è già separato e ci getta in tali travagli.
Il distacco del filosofo, del poeta, dell’artista che si allontanano su relitti fatti di parole, immagini. Alla ricerca di quiete. E poi ancora andare, perire tra i flutti.
Cosa rimane?
Rimangono, tra le onde, portati dalle correnti, i resti, le tracce, libri, quadri, oggetti, relitti di altri naufragi.
A volte, navigando, si incontrano accumulati, a formare strane isole, zattere sulle quali qualcuno trova ancora rifugio e riposo. Osservatorio sulla vita.
Nasce un immagine:
Immagine di vita e di morte, d’amore e lotta. Un oceano, l’oceano del conoscere umano, un mare di libri e un naufrago; libri vuoti, senza parole, perché ciò che conta è il loro essere contenitori e non il loro contenuto.
Se anche fossero pieni di parole non direbbero più di quello che già si vive, sarebbero testimonianze, ancora, del vissuto.
Senza parola dicono tutto quello che si può ascoltare.
(Presente)
Il naufragio è una metafora della vita e come la vita può essere vissuta in molti modi così anche il naufragio può essere visto e raccontato in altrettanti modi.
Quando era già nato in me il sentimento del naufragare, che si realizzava in un disegno, in un dipinto, ho scoperto la enorme quantità di scritti, riflessioni, resoconti, poesie, immagini di naufragi; ho scoperto la potenza di questa metafora e le implicazioni storiche e filosofiche in essa contenute. Il naufragio, che sia reale o immaginario, attraversa tutta la storia degli uomini.
(Futuro)
Desidero un mare
senza sponde
senza relitti di naufragi.
Desidero una terra
senza mare
senza sereni spettatori di tempeste.
Stare così nel cielo salva
cessare di contemplare le stelle
desiderare
e baci e dolci parole.
Cecilia Maraviglia
Marcel Carné Les enfants du paradis